ALLA SCOPERTA DEI BALCANI
Senza ombra di dubbio uno dei mei viaggi preferiti. 25 giorni per visitare sette paesi in un colpo solo è cosa rara. E che paesi! Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Macedonia, Albania e Bulgaria.
CROAZIA - ZAGABRIA
Zagabria è la capitale e la maggiore città della Croazia. La sua posizione favorevole, nella parte sud-occidentale della pianura della Pannonia, che si estende fino alle Alpi, ai Monti Dinarici, al Mare Adriatico e alle altre regioni della Pannonia, la rendono un punto importante di scambio per il traffico tra l’Europa centrale e l’Adriatico.
La cattedrale di Zagabria
È dedicata all’Assunzione di Maria ed ai due re Stefano I e Ladislao I.
Chiesa di San Marco – La chiesa si trova al centro dell’omonima piazza su cui si affacciano anche il palazzo del parlamento croato (Sabor), il palazzo del Governo (Banski Dvori) e il palazzo della Corte Costituzionale.
Museo delle relazioni interrotte – Il Museo delle relazioni interrotte è dedicato alle storie d’amore terminate. L’esposizione si basa su oggetti personali donati al museo da ex amanti, accompagnati da una breve descrizione. Insolito e molto interessante!
La nostra guida. Bellissima, simpaticissima, preparatissima. Però, quando ci parlava di Tito dava l’impressione di essere ahimè molto … partigiana. Pazienza, nessuno è perfetto. Di proposito ho evitato di chiederle un parere sulle “foibe”.
SLOVENIA - LUBIANA
Lubiana è la capitale e la più grande città della Slovenia. Situata sul fiume Ljubljanica, all’incrocio di importanti direttrici del traffico stradale e ferroviario. La città è sede di un’antica università, di un’Accademia delle Scienze e di numerosi musei, biblioteche e istituti superiori. L’importanza sia economica sia culturale della città ha ricevuto impulso dal nuovo ruolo di capitale che Lubiana ha acquisito con l’indipendenza della Slovenia dalla Iugoslavia (1991). È conosciuta per gli spazi verdi, incluso il Parco Tivoli, il più vasto della città. Lungo le sponde del fiume Ljubljanica si allineano i caffè all’aperto. Il fiume divide la parte vecchia della città dalla zona più commerciale. Lubiana ospita molti musei, tra cui il Museo Nazionale della Slovenia, a carattere storico, e il Museo d’Arte Moderna, che espone dipinti e sculture dell’arte slovena del XX secolo.
Piazza del Congresso, una delle principali della città. In secondo piano l’Università di Lubiana. A sinistra l’Orchestra Filarmonica Slovena.
La Chiesa delle Orsoline della Santissima Trinità. La chiesa fu costruita tra il 1718 e il 1726.
Sul colle in alto la torre del Castello di Lubiana. È una delle attrazioni principali. Dalla Torre panoramica del castello e dalle mura si hanno le più belle viste della città. I locali del castello ospitano l’esposizione museale “La storia slovena”, il Museo delle marionette e diversi locali e allestimenti storici, tra cui la cappella di sv. Jurij, le Carceri e il Castello virtuale. Al Castello, accessibile con la funicolare, si possono visitare anche varie mostre artistiche.
Chiesa francescana dell’Annunciazione
CROAZIA - PLITVICE
Il parco Nazionale dei Laghi di Plitvice si trova a metà strada tra Zagabria, capitale della Croazia e Zara in Dalmazia ed è formato da 16 laghi alimentati dai fiumi Bijela Rijeka e Crna Rijeka (Fiume Bianco e Fiume Nero) e da sorgenti sotterranee, collegati tra loro da una serie di cascate, che si riversano nel fiume Korana.
Nel 1979 sono stati proclamati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e sono visitabili grazie a una rete ben segnata di sentieri e da 18 km di passerelle di legno che danno al tragitto a pelo d’acqua un fascino unico.
Il parco dista 215km da Trieste. Il periodo migliore per visitare i laghi è sicuramente maggio/giugno, quando i laghi sono carichi d’acqua e alberi e fiori nel pieno del loro fulgore.
All'arrivo alla reception del parco, dopo una camminata di circa 1 km troveremo un piazzale con la scelta di proseguire a sinistra o prendere un trenino a destra. Consiglio di proseguire a sinistra a piedi per raggiungere una casupola con l'attracco del traghetto che dopo 100 m ci scaricherà sulla sponda opposta per iniziare la prima parte della visita.
La cartina all’entrata dà un’idea dell’estensione dell’area dei laghi
Gli scenari che si susseguono camminando lungo i sentieri segnati o le passerelle di legno, sono di una bellezza spiazzante. Il colore dell’acqua dei laghi, le cascate, sono di incredibile bellezza.
Traversata con il battello
Paesaggio e colori meravigliosi
Uno dei diversi sentieri percorsi. La passeggiata è durata un paio d’ore.
Ad ogni percorso c’è qualcosa di nuovo da vedere, un torrente, una cascata o una cascatella, un lago turchese, la natura qui dà il meglio di sé.
CROAZIA - ZARA
Zara è una città della Croazia che si trova nella Dalmazia centrale lungo il Medio Adriatico. Si affaccia sulle isole di Ugliano e Pasmano, dalle quali è separata dallo stretto di Zara. Capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata da tempo superata da Spalato per numero di residenti. Per secoli Zara fu una delle città più importanti della Repubblica di Venezia, di cui fece parte dall'anno mille fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo una breve parentesi napoleonica fu dominata dagli austriaci fino ai primi del Novecento, divenendo capitale del Regno di Dalmazia. In seguito alla prima guerra mondiale la città divenne un'exclave italiana, capoluogo della provincia di Zara, circondata dalla Dalmazia jugoslava.
Il 15 aprile 1941, dopo l'invasione della Jugoslavia, la Dalmazia fu occupata dal Regio Esercito italiano. Un mese dopo Spalato venne annessa assieme a Cattaro al nuovo Governatorato della Dalmazia. Zara divenne suo capoluogo, costituito dalle province di Zara stessa , Spalato e Cattaro, all'estremo sud della regione.
La Cattedrale di Santa Anastasia
Il famoso Organo Marino
L'organo marino di Zara è stato aperto al pubblico il 15 aprile 2005. È un'opera d'arte architettonica e musicale realizzata su progetto dell'architetto Nikola Basic che si trova sull'angolo nord-occidentale della banchina che circonda il centro storico. Si tratta di un organo, strutturalmente simile a una scala digradante verso il mare, formato da 35 canne d'organo di diversa inclinazione, forma e lunghezza. Grazie al moto ondoso dell'acqua marina queste canne producono suoni continuamente diversi, modulati secondo sette accordi e cinque tonalità.
Saluto al Sole
Ma, il racconto delle bellezze particolari di Zadar non si ferma qui. Il maestoso Saluto al Sole , pure opera di Nikola Basic, è un' altra conferma che il patrimonio culturale a Zadar continua a svilupparsi. All'Organo Marino si è associato il Saluto al Sole che si trova nella sua immediata vicinanza. Si tratta di un'altra opera dell'arte contemporanea – una superficie piatta pavimentata con pannelli solari in vetro da cui è possibile vedere alcuni dei più belli tramonti del mondo. Inoltre, i pianeti del sistema solare sono installati vicino al Saluto al Sole e sono realizzati nella dimensione proporzionale rispetto al sole.
A sinistra in basso, una parziale veduta del portico dell'entrata alla città vecchia. Si intravede il Leone di San Marco.
CROAZIA - SEBENICO
Sebenico è la più antica città fondata dai croati sulla costa adriatica. Nel 1412 Sebenico entrò nei "Domini da Mar" della Repubblica di Venezia, rimanendoci fino alla sua caduta, che avvenne nel 1797. Dopo la caduta della Repubblica di Venezia Sebenico entrò a far parte dell'Impero austriaco in seguito al trattato di Campoformio, che venne firmato nel 1797, rimanendoci, salvo un'interruzione dovuta alla dominazione francese durante l'epoca napoleonica, che in questa zona perdurò dal 1805 al 1813, fino alla fine della Prima guerra mondiale (1918), dopo di cui entrò a far parte del Regno di Jugoslavia. Nel 1941, durante l'invasione della Jugoslavia, Sebenico fu occupata militarmente, così come tutta la Dalmazia, dalle truppe italiane del Regio Esercito, per poi venire inquadrata nel Regno d'Italia all'interno della provincia di Zara. Dopo la Seconda guerra mondiale, Sebenico è tornata alla Jugoslavia per poi passare, in seguito alla dissoluzione di quest'ultima, alla moderna Croazia.
La cartina di Sebenico
Sullo sfondo la Chiesa del Santo Spirito
A lato della cattedrale si trova la Loggia Grande, sede del consiglio comunale in epoca veneziana, originariamente costruita tra il 1533 e il 1546 da Michele Sammicheli, ma ricostruita fedelmente dopo la distruzione nel 1943 che avvenne in seguito a un bombardamento.
Cattedrale di San Giacomo – La costruzione della cattedrale di San Giacomo venne iniziata nel 1431 su un edificio preesistente. La sua edificazione venne affidata a Giorgio Orsini. Realizzata con pietre provenienti dalle isole di Brazza, Curzola, Arbe e Veglia, fu terminata nel 1536 da Niccolò Fiorentino.
CROAZIA - TRAÙ
Traù è stata fondata con il nome di Tragurion nel III secolo a.C. dagli antichi Greci della stirpe ellenica dei Dori, provenienti dall’isola Lissa, a sua volta originari di Syrakousai (la moderna Siracusa). Durante l’epoca romana Tragurium (nome latino di Traù) si trasformò in un importante porto anche grazie alla presenza di cave di marmo di qualità, che si trovavano nelle vicinanze del città.
La cattedrale di San Lorenzo a Traù, realizzata in tipico stile veneziano.
La cattedrale di San Lorenzo è stata costruita sulle fondamenta di una precedente cattedrale paleocristiana distrutta dai Saraceni nel 1123 durante il sacco di Traù. I lavori di costruzione dell’attuale edificio iniziarono nel 1213 e terminarono nel XVII secolo. La cattedrale è dedicata a san Lorenzo, ma è nota per la devozione anche a san Giovanni da Traù. La maggior parte della costruzione è in stile romanico, mentre l’interno della volta, costruita nel XV secolo, è in stile gotico.
Ingresso della Cattedrale di San Lorenzo
Ingresso Cattedrale di San Lorenzo – Portale romanico – L’architetto e maestro Radovan ha lavorato sulla porta del portale della cattedrale. La maggior parte del portale è stato scolpito dal maestro stesso. A dominare il portale sono le statue di Adamo ed Eva: i nostri peccaminosi antenati sono posti sul dorso di due leoni.
Palazzo del Comune – L’aspetto attuale risale alla fine del secolo scorso, quando fu parzialmente rinnovato. Nel Palazzo risiedeva il Rettore e vi si tenevano le sedute del Grande e Piccolo Consiglio; nel XVII secolo fu adattato a teatro.
Loggia e Torre dell'Orologio
La loggia si trova di fronte alla cattedrale ed oggi è l’aula del tribunale. La loggia è dominata dal rilievo allegorico della Giustizia, opera di Nicola Fiorentino e dalla figura del vescovo croato Petar Berislavic, opera del grande scultore Ivan Mestrovic. Accanto alla loggia sorge la Torre dell’Orologio costruita sulla chiesetta votiva di San Sebastiano, invocato a proteggere i fedeli dalla peste che spesso colpì la città.
Lungomare, chiamato “Riva” in lingua croata.
La Torre del Castello del Camerlengo
Il Castello del Camerlengo è una fortezza realizzata dalla Repubblica di Venezia per difendere la città dagli attacchi degli ottomani. È stato realizzato a metà del XV secolo come ampliamento della Torre della Veriga, a sua volta edificata nel tardo XIV secolo.
Il Castello del Camerlengo
CROAZIA - SPALATO
Spalato fu fondata dai Greci con il nome di Issa (la moderna Lissa) intorno al III-II secolo a.C. Nel 293 d.C. l'imperatore romano Diocleziano, il cui "Principato" durò dal 284 d.C. al 305 d.C., decise di iniziare la costruzione del suo Palazzo dove poi si sarebbe ritirato a vita privata. Vi visse dal 305 fino alla morte, avvenuta nel 313. Il palazzo oggi è il centro storico della città di Spalato e numerose parti di esso sono state riusate nei secoli, permettendo la loro conservazione, seppure con le inevitabili manomissioni stratificate, fino ai giorni nostri come il mausoleo ottagonale dell'imperatore che è diventato l'attuale Duomo in epoca costantiniana.
Una fedele ricostruzione del Palazzo di Diocleziano
Il palazzo, una sorta di grande villa fortificata, si presentava come una struttura autonoma, cittadella dedicata alla figura sacra dell'imperatore, per il quale esisteva già un mausoleo. Strutturata con la pianta tipica degli accampamenti militari romani: due strade perpendicolari, il cardo ed il decumanus, che si intersecano e dalle quali si dipartono numerose vie trasversali perpendicolari a scacchiera, aveva una forma leggermente trapezoidale (il lato sud era leggermente irregolare per il declivio del terreno verso il mare), con un lato affacciato sul mare e quattro poderose torri quadrate agli angoli e il numero di colonne sono 50.
Una sezione delle mura vista dalla strada del lungomare
Di fianco all'Imperatore ...
Sullo sfondo il campanile e alla sua destra la Cattedrale ottagonale di San Doimo.
Doimo è stato un vescovo romano; fu vescovo di Salona, in Dalmazia. Salona era una grande città romana, nei pressi di Spalato. Il vescovo subì il martirio con sette altri cristiani nelle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano: fu decapitato nel 304.
La Cattedrale si trova nell'edificio certamente più antico del Palazzo – il mausoleo ottagonale dell'imperatore Diocleziano. Il campanile della cattedrale (57m) è la più originale costruzione dalmata medievale, iniziata nel XIII secolo. Tra il XIX ed il XX secolo il campanile fu completamente restaurato e molto modificato.
BOSNIA - ERZEGOVINA
La Bosnia-Erzegovina è uno Stato situato nei Balcani occidentali, confina con la Serbia ad est, il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e ad ovest. La sua capitale è Sarajevo. Fino all'aprile del 1992 faceva parte della Jugoslavia. La conquista ottomana segnò una nuova era nella storia bosniaca introducendo cambiamenti radicali nel panorama politico e culturale della regione, che venne assorbita dall'Impero ottomano. In tempi moderni la guerra in Bosnia ed Erzegovina si inserisce all'interno delle guerre jugoslave svoltesi tra il 1991 e il 2001 e vide il coinvolgimento dei tre principali gruppi nazionali: serbi, croati e bosgnacchi.
BOSNIA - MOSTAR
Quando si parla dei Paesi dell'ex Jugoslavia e si nomina Mostar, a tutti viene in mente lo Stari Most, il Ponte Vecchio del XVI secolo distrutto durante la guerra tra i croati ed i bosniaci nel 1993 che venne poi ricostruito nel 2004 ed entrò a far parte dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco. Un viaggio a Mostar però non può limitarsi a qualche foto al ponte e ad una passeggiatina nel centro storico rimesso a nuovo.
La città più importante dell'Erzegovina possiede moschee, chiese cattoliche ed ortodosse, edifici, piazze ed angoli nascosti che meritano una visita.
Stari Most (Ponte Vecchio)
Lo Stari Most è il simbolo indiscusso della città. Costruito nel XV secolo, esso unisce le due parti di Mostar divise dal fiume Narenta e si presenta con una struttura a schiena d’asino. Largo 4 metri e lungo 30, questo ponte ottomano ha un’altezza di ben 24 metri ed è protetto da due torri (Helebija e Tara) chiamate mostari, ossia “custodi del ponte”.
La Moschea di Koski Mehmed-Pasha
La sua cupola di color celeste risulta inconfondibile dallo Stari Most, soprattutto di notte, quando è ben illuminata.
Moschea di Koski Mehmed-Pasha
Moschea di Koski Mehmed-Pasha
Casa turca Kajtaz
La più vecchia casa turca di Mostar era una volta la sezione dell'harem di una più grande fattoria costruita per un giudice turco del XVI secolo. Pieno di manufatti originali, appartiene ancora ai discendenti della famiglia originale ma è ora sotto la protezione dell'Unesco.
BOSNIA - SARAJEVO
Sarajevo è la capitale della Bosnia-Erzegovina. È localizzata qualche chilometro ad est della sorgente del fiume Bosnia. Un piccolo fiume di nome Miljacka divide la città in due parti. L'antico cuore della città si trova in una ampia valle che ha una forma naturale di anfiteatro. Il suo momento di massima crescita si ebbe agli inizi degli anni ottanta quando venne nominata città ospitante dei giochi olimpici invernali del 1984. In un certo senso è una città mitica per causa della sua storia. Tuttavia, di questa storia oggi rimane ben poco. Fu proprio a Sarajevo che fu assassinato l'Arciduca Francesco Ferdinando, episodio che diede inizio alla Prima guerra mondiale. Anche l’ultima guerra combattuta in Bosnia ha lasciato tracce ancora molto visibili. Il 6 aprile 1992 Sarajevo venne accerchiata dalle forze serbe. La città resistette eroicamente all'assedio, il più lungo assedio militare avvenuto in Europa dopo quello di Stalingrado. La guerra, che è durata fino all'ottobre del 1995, ha portato distruzione su larga scala e una fortissima percentuale di emigrazione.
Ponte Latino - Esattamente sull'angolo dell'edificio dove c'è il Museo, Gavrilo Princip uccise l'Arciduca Ferdinando e sua moglie Sofia.
L'Arciduca Ferdinando all'arrivo a Sarajevo
L'Arciduca e sua moglie pochi minuti prima del mortale attentato.
Museo Le foto dell’arresto e del processo all’attentatore Gavrilo Princip
Il Municipio
A sinistra il Municipio
La guida locale parla dell'assedio alla città
Entrata del Museo del Tunnel di Sarajevo
Tunnel di Sarajevo - Durante l'assedio di Sarajevo fu costruito dagli assediati bosniaci il tunnel di Sarajevo, con lo scopo di collegare la città di Sarajevo, che era stata interamente isolata e circondata dalle forze serbe, con un'altra e molto più estesa parte del territorio bosniaco, passando al di sotto dell'area neutrale dell'aeroporto istituita dalle Nazioni Unite. A partire dal gennaio 1993, fu scavato il tunnel di Sarajevo da parte di volontari bosniaci che lavoravano a turni di 8 ore. La galleria fu completata a metà del 1993, il che permise alle riserve alimentari e agli aiuti umanitari di raggiungere la città, e alla popolazione di fuggire. Il tunnel fu una delle principali vie per oltrepassare l'embargo internazionale di armi e per fornire ai combattenti nella città le armi necessarie. In effetti, si è spesso detto che il tunnel abbia salvato Sarajevo. l tunnel era alto 1,60 mt. con larghezza media di circa 0,80 m, e si estendeva per circa 800 metri di lunghezza.
Residuati bellici inesplosi
Il Tunnel
BOSNIA - MEDJUGORJE
Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell'Erzegovina-Narenta. La città è situata nella regione storico-geografica dell'Erzegovina.
Il paese si trova a un'altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio "tra le montagne").
I suoi cittadini sono prevalentemente di etnia croata e la religione professata dagli abitanti è quella cattolica. Il suo patrono è san Giacomo.
Medjugorje è divenuta celebre a partire dal 24 giugno 1981, quando alcuni ragazzi residenti nel posto di età allora compresa tra 10 e 16 anni affermarono di vedere ciclicamente (una volta al mese) apparizioni della Vergine Maria sulla collina del Podbrdo. Si sarebbe presentata loro con il titolo di "Regina della Pace" (Kraljica Mira), confidando messaggi e prescrizioni varie. Nel corso dei decenni Medjugorje è così divenuta una delle più celebri mete di pellegrinaggi religiosi.
La posizione della Chiesa cattolica su tali fatti rimane quella sintetizzata nel 2007 dal cardinale Tarcisio Bertone: «Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara del 1991, che lascia la porta aperta a future indagini.»
Papa Francesco in effetti si è espresso contro. Molti infatti sono i dubbi al riguardo dei 5 ragazzi che tutti i mesi avrebbero continuato a ricevere le apparizioni della Vergine. Oggi ormai adulti, vengono chiamati i "Veggenti di Medjugorje".
La Chiesa di San Giacomo venne ultimata e benedetta il 19 Gennaio 1969. L’altare esterno, costruito nel 1989, con oltre 5.000 posti a sedere, viene utilizzato principalmente nel periodo estivo per le celebrazioni liturgiche serali e per i grandi raduni come l’annuale Festival dei giovani.
Dietro la chiesa è stato realizzato un bel viale alberato, chiamato Via Domini. Lungo questo viale troviamo le formelle dei misteri luminosi del santo Rosario per giungere poi a uno spazio di preghiera, di silenzio e raccoglimento sormontato da una grande scultura in bronzo del Cristo Risorto realizzata dallo scultore sloveno Andrija Ajdic nel 1998 e da questi donata al Santuario di Medjugorje.
La Croce Blu - La “Croce Blu” indica il nome di una località, ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera in cui è stato collocata una croce di colore blu. Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per a coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina.
Nel piazzale si erge dal 1987 una statua bianca della Regina della Pace, realizzata dall’artista italiano Dino Felici in marmo di Carrara, diventata uno dei simboli del santuario.
BOSNIA - POCITELJ
Passata Medjugorje, superando poi il fiume Neretva, incontriamo quasi improvvisamente sulla nostra sinistra un antico e pittoresco borgo, testimonianza viva della dominanza turca: l’antica Moschea del 1563, la scuola coranica, del 1664 (che prima della guerra ospitava un albergo molto raffinato), il bagno turco, le case eleganti costruite dai notabili musulmani del diciottesimo secolo. Uno spettacolo straordinario nel cuore dell’Erzegovina, che nell’agosto del 1993, le truppe dell’HVO, l’esercito croato hanno in parte distrutto. La pulizia etnica ha fatto il resto. Ciononostante l’antico borgo mantiene inalterato il proprio fascino ed oggi anche grazie all’avanzata ricostruzione sta recuperando il suo antico splendore.
Fortezza di Pocitelj
Fu costruita tra il XIV ed il XVII secolo, ma i lavori furono interrotti varie volte.
Verso la fine del XIV secolo aveva soltanto una semplice torre con una piccola corte, che fu aumentata e rinforzata nella seconda metà del XV secolo per resistere all'invasione degli Ottomani.
Un po' prima del 1698 quando gli Ottomani ormai si erano impossessati della regione, essa fu da loro considerevolmente aumentata e rinforzata. Durante la guerra, tra il 1992 ed il 1996, fu la sola costruzione a non aver subito danni seri.
Moschea Chicman Ibrahim Pacha o anche Hadj Alija
La moschea Chicman Ibrahim Pacha fu costruita nel 1563 da Hadj Alija. La cupola della moschea è conosciuta per la sua notevole acustica. Fu restaurata negli anni 70, ma gravemente danneggiata durante la guerra in Bosnia nel 1993. Fu restaurata di nuovo nel 2002.
Visitando la Fortezza
CROAZIA - DUBROVNIK
Dopo aver lasciato la Bosnia proseguiamo verso la prossima tappa del nostro viaggio, Dubrovnik. Si tratta di un autentico gioiello, non solo della Croazia, ma di tutte le località che si affacciano sul Mare Adriatico. Ci sono stato diverse volte e per me, tra tutte le città che ho visitato in giro per il mondo, questa è una delle più affascinanti. La città vecchia è un incanto e se volete tornare indietro nel tempo per capire quanto fosse potente la "Serenissima Repubblica di Venezia", ebbene Dubrovnik è il posto giusto.
Dubrovnik conosciuta anche come la Perla dell’Adriatico è la città più meridionale della Croazia e anche la più famosa, meta di crociere (purtroppo) e visite durante tutto l’anno, non solo nel periodo estivo. Ogni angolo, vicolo e stradina di questa bellissima città nasconde un tesoro e tra le mura della città vecchi si respira la Storia. Dubrovnik è circondata da 1940 m di mura medievali che si sono conservate nei secoli nella loro forma originaria. Le mura, simbolo della città, sono aperte ai visitatori e, insieme alla città, sono protette dall’UNESCO dal 1979.
Famosa per le bellissime mura che la circondano, Dubrovnik (va letto con kappa – non Dubrovnic) è protetta dalla bora dal monte Srd e dallo scirocco dall’isola di Lokrum. Insieme ai laghi di Plitvice è una delle maggiori attrazioni della Croazia, fermata obbligata per le maggiori navi crociera che solcano il Mediterraneo.
Il territorio intorno alla città vecchia è coperto da una rigogliosa vegetazione mediterranea, numerosi giardini e arboreti, colture di limoni e aranci – piante tropicali e subtropicali portate nei secoli dai marinai di ritorno dai loro viaggi.
Parte delle mura viste dall'esterno
La famosa “Porta Pile”
La discesa porta all'entrata di cui si intravede a sinistra in basso parte dell'arco
Grande Fontana d'Onofrio
La Grande Fontana d'Onofrio si trova al centro della piccola piazza dopo l'ingresso da Porta Pile. È stata costruita nel 1438 dal costruttore napoletano Onofrio Giordano, noto anche come Onofrio della Cava, con cui la Repubblica di Venezia aveva stipulato un contratto per la costruzione dell'acquedotto cittadino. Onofrio portò in città l'acqua della sorgente Sumet, distante dodici chilometri dalla città, da cui nasce il fiume Ombla.
La fontana fu gravemente danneggiata nel terremoto del 1667, e l'aspetto attuale è una ricostruzione del volume architettonico. Si sono conservati solo i sedici rilievi dei mascheroni, dalle cui bocche scorreva l'acqua.
La Piccola Fontana d'Onofrio
Lo Stradun
Il famoso Stradun di Dubrovnik, chiamato in realtà Placa, è il luogo di passeggio preferito di ogni abitante di Dubrovnik, specialmente dei giovani, e dei turisti da ogni parte del mondo. È la via centrale ed è di per sè un'attrazione turistica.
A sinistra la Chiesa di San Salvatore ed il Monastero dei Francescani. Si trovano all'inizio dello "Stradun"
Palazzo Sponza
Palazzo Sponza, uno dei pochissimi edifici ad aver resistito al terremoto del 1667, è un perfetto mix tra architettura gotica e design rinascimentale. Costruito inizialmente come ufficio della dogana, nel corso degli anni l'edificio è stato utilizzato anche come Zecca di stato, tesoreria e banca. Oggi, la struttura ospita la sala del memoriale dedicata alla Guerra di indipendenza croata ed è spesso adibita a sala per esposizioni e altri eventi.
Veduta laterale della Cattedrale dell’Assunzione di Maria
La Chiesa di San Biagio
Le mura di Dubrovnik
Le mura di Dubrovnik che circondano e proteggono la città vennero costruite a partire dal XII secolo. Sono lunghe 1940 m e larghe da 4 a 6 metri nel tratto verso la terraferma e da 1,5 a 3 m nella parte rivolta verso il mare, e sono alte fino a 25 m in alcuni punti. Ci sono poi 3 torri rotonde, 12 torri quadrangolari, 5 bastioni, 2 fortezze angolari e la splendida fortezza di San Giovanni o Sveti Ivan. La visita alle mura di Dubrovnik inizia dalla torre di Porta Pile, raggiungibile con una scalinata che parte dalla chiesa di San Salvatore.
Parte della città vista dalle mura
Vista della città dall’alto del Monte Srd, in italiano Monte Sergio, raggiungibile con una funivia.
La funivia di Dubrovnik sale sul Monte Srđ in meno di quattro minuti partendo da una stazione situata immediatamente a nord delle mura cittadine. Dalla stazione di arrivo, posta a un'altezza di 405 m, si gode un magnifico panorama sui tetti in cotto della città fino all'Isola di Lokrum, con lo sfondo del mare e le lontane Isole Elafiti che si stagliano all'orizzonte.
La Croce Bianca sul Monte Srd, distrutta durante la guerra 1991-95 e che è stata ricostruita
MONTENEGRO
Il Montenegro è uno Stato della penisola balcanica che si affaccia sul mare Adriatico. Confina con la Serbia a nord-est, la Croazia ad ovest, la Bosnia ed Erzegovina a nord-ovest, il Kosovo (territorio conteso) ad est e l'Albania a sud-est.
Fino al 2 giugno 2006 la Repubblica del Montenegro è stata unita alla Repubblica di Serbia con il nome di Serbia e Montenegro. Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è diventato uno Stato indipendente, proclamato a seguito del referendum sull'indipendenza del 21 maggio precedente.
La capitale è Podgorica (durante la Jugoslavia Titograd; letteralmente città di Tito).
Il nome fa riferimento al colore scuro e intenso delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche, così come era possibile vederle dal mare.
MONTENEGRO
BOCCHE DI CATTARO
Caratterizzate da profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, le bocche di Cattaro costituiscono uno dei migliori porti naturali del mar Mediterraneo. Grazie a questa caratteristica, unitamente alla facile difendibilità, furono un importante punto strategico illirico, greco e quindi romano e bizantino.
Per 3 secoli la Repubblica di Venezia e poi l'Impero Austro-ungarico hanno costituito una munitissima quanto inespugnata base navale militare. Cattaro era il capoluogo dell'Albania Veneta considerata dal punto di vsita strategico un punto importantissimo per il controllo dell'Adriatico e per contrastare l'espansione ottomana.
MONTENEGRO - CATTARO
Cattaro
La città si specchia nelle Bocche di Cattaro, un'articolata serie di profondi bacini perfettamente riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e che ricordano vagamente, per il loro profilo frastagliato, i fiordi norvegesi. Le Bocche di Cattaro, assieme a Cattaro stessa, garantiscono alla regione un afflusso turistico in costante aumento. Alle loro spalle sono presenti le Alpi Dinariche, catena montuosa che si sviluppa dal Carso italiano al Kosovo.
Tra il 1420 e il 1797 Cattaro e la regione circostante appartennero alla Repubblica di Venezia. Nell'aprile 1941, in seguito alla conquista militare della Dalmazia jugoslava durante la seconda guerra mondiale, Cattaro, il suo entroterra (circa 600 km²) e l'isolotto albanese di Saseno (già parte della provincia italiana di Zara) vennero annessi all'Italia.
Occupata dai tedeschi dopo il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, a guerra terminata Cattaro fu riunita alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia di Tito quale parte della Repubblica Socialista del Montenegro. Il 15 aprile 1979 un altro terremoto danneggiò la città, che venne prontamente restaurata.
Alle mie spalle parte delle mura della città e l'entrata principale, la Porta del Mare.
Le fortificazioni di Cattaro includono mura, torri, cittadelle, porte, bastioni, forti, cisterne, un castello, e altri edifici e strutture accessori. Tutto il sistema difensivo è il risultato di secoli di architettura militare delle potenze di Illiria, Bisanzio, Venezia e Austria.
La Porta del Mare
La Porta del Mare è una delle porte di accesso alla città vecchia di Cattaro, una delle più belle della costa dalmata. Delle tre porte è quella più monumentale, più imponente e maestosa e, come dice il nome, si affaccia proprio sul mare. O meglio, si trova proprio di fronte al punto di approdo delle navi da crociera, dalle quali scendono orde di turisti che passano inevitabilmente tutti di qui per entrare, appunto, nella città vecchia.
La porta, così come le mura, risale all'epoca della dominazione veneziana. Di fianco alla porta, sul lato destro arrivando dal mare, c'è un bel leone di San Marco che tiene in mano un libro, il Vangelo, aperto alla pagina con la celebre dicitura "Pax tibi Marce Evangelista Meus".
La Serenissima disponeva di due bandiere raffiguranti il Leone di San Marco, una usata in tempi di pace, con il Vangelo aperto, mentre in tempi di guerra era usata quella con il Vangelo chiuso. Sopra il portone, c'è incisa una data, 21 novembre 1944 con una stella (di Tito) per ricordare la liberazione dai tedeschi.
Un’altra bella veduta della Porta del Mare
Alle mie spalle il Leone di San Marco
Il Leone di San Marco
La Piazza d'Armi
La più grande piazza della città ospita la Torre dell'Orologio, il Palazzo Ducale, l'edificio dell'Arsenale, il teatro di Napoleone e la torre della guardia cittadina.
II nome Piazza d'Armi è dovuto al fatto che proprio qui, al tempo del governo veneto, si trovava il luogo adibito alla riparazione e al deposito delle armi.
La Piazza d'Armi
Cattedrale di San Trifone
Trifone (Lampsaco, 232 – Nicea, 2 febbraio 250) è stato un giovane greco di fede cristiana che subì il martirio al tempo della persecuzione dell'imperatore Decio (249-251).
I lavori per costruzione della cattedrale di Cattaro hanno avuto inizio nel 1124. I lavori si sono conclusi il 19 giugno 1166, quando la chiesa, in stile romanico con elementi di architettura bizantina, è stata solennemente consacrata. La chiesa è stata gravemente danneggiata e ricostruita dopo il terremoto del 1667, nel quale sono andati perduti la facciata ed i campanili originali. Un altro forte terremoto nell'aprile 1979 ha notevolmente danneggiato l'edificio, successivamente sottoposto a restauro. Durante la ristrutturazione sono stati introdotti elementi di architettura e decorazione d'interni, nello spirito e gusto del tempo in cui sono eseguiti.
Interno della Cattedrale di San Trifone
La chiesa di San Luca
È una costruzione romanica, dalle dimensioni modeste e armoniose. L’interno è a navata unica, suddivisa in tre arcate e con una bassa cupola poggiante su una base quadrata.
Particolare dell’interno della Chiesa di San Luca
Chiesa di San Nicola
Se non altro per ragioni storiche, qui apro una parentesi sulla Principessa Elena del Montenegro che andò in sposa al Re Vittorio Emanuele III, divenendo quindi Regina d'Italia.
Nacque a Cettigne, all'epoca capitale del Principato del Montenegro. Figlia del futuro re del Montenegro Nicola I.
Elena crebbe schiva e riservata ma anche piuttosto caparbia, molti ricordano che era ben difficile farle cambiare idea. Molto attaccata alle tradizioni, di animo sensibile e una mente vivace e curiosa, era dotata di un forte amore per la natura: il suo fiore preferito era il ciclamino.
Studiò nel collegio Smol'nyj di Pietroburgo, frequentò la casa reale russa e collaborò con la rivista letteraria russa Nedelja pubblicando poesie. Era una donna molto alta (180 cm).
Il matrimonio con Vittorio Emanuele III fu celebrato il 24 ottobre 1896: la cerimonia civile si tenne al Quirinale, quella religiosa nella Basilica romana Santa Maria degli Angeli alla quale la madre di Elena non partecipò perché ortodossa osservante.
ALLA SCOPERTA DEI BALCANI
PARTE SECONDA
Riprendiamo il nostro viaggio da Cattaro. Ci accingiamo a lasciare la bellissima città montenegrina per dirigerci in Albania dove visiteremo la sua capitale Tirana. Prima di lasciare definitivamente il Montenegro faremo però una breve sosta sull'isoletta "Sveti Stefan", Santo Stefano, per pranzare nel lussuoso Hotel a cinque stelle Aman Sveti Stefan.
Sveti Stefan è una piccola isola rocciosa, che si trova vicino alla città di Budva. Collegata artificialmente alla costa, l'isola fu originariamente il sito di una città-fortezza costruita dalla tribù Pastrovic nel XV secolo per difendersi dai pirati e dai conquistatori. Oggi, l'isola è stata trasformata in un hotel di lusso. Questo tipo di isola-albergo è unico non solo sulla costa montenegrina, ma anche lungo tutta la costa adriatica.
ALBANIA
L'Albania confina a nord-ovest con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia del Nord e a sud con la Grecia. Le sue coste si affacciano sul Mar Adriatico (sul Canale d'Otranto) e sullo Ionio.
La capitale d'Albania è Tirana. La seconda città più importante dello Stato è Scutari, spesso considerata la capitale culturale. Altri maggiori centri urbani sono Durazzo e Argirocastro.
Nel 1478 il territorio del Principato dell'Albania, dopo un'ardua difesa durata ventiquattro anni guidata da Giorgio Castriota (Gjergji Kastrioti) detto "Scanderbeg", nobile e principe d'Albania e re dell'Epiro, cadde inesorabilmente sotto il dominio turco-ottomano.
Nel 1939 l'Albania fu occupata dall'esercito italiano.
Dal 1946 al 1990 l'Albania fu uno Stato comunista estremamente isolazionista, stalinista e anti-revisionista, che dedicò poche energie alla cooperazione politica anche con gli altri stati comunisti del Patto di Varsavia dominato dall'Unione Sovietica.
È la capitale dell'Albania. Situata al centro del paese, circa 35 km a est di Durazzo e circa 40 km a nord-ovest di Elbasan, sorge in una valle circondata da alte montagne e affiancata da diversi laghi e da una riserva naturale nazionale.
Tirana è il principale centro politico, industriale e culturale dell'Albania. Le industrie principali sono quelle dei settori di costruzione edile, alimentare, elettro-meccanico, tessile, farmaceutico, e metallurgico.
Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'occupazione dell'Albania da parte prima delle truppe italiane e poi tedesche, Tirana divenne il fulcro della resistenza. Appena due anni dopo la liberazione del paese da parte delle potenze dell'Asse nel 1944, il paese fu dichiarato repubblica popolare socialista. Nel novembre 1944 vi si insediò il governo comunista di Enver Hoxha. Da quel momento in poi, gran parte dello sviluppo della città è legato all'influenza dell'Unione Sovietica prima e della Cina dopo, fino al crollo dello stato comunista nel 1991.
Dietro di me la “Piramide di Tirana”
La Piramide, è stata costruita nel 1987, due anni dopo la morte del dittatore Enver Hoxha, per diventare il suo mausoleo. La sua struttura tipicamente socialista, opera di uno dei migliori architetti albanesi, Klement Kolaneci (genero di Enver Hoxha), oltre a ricondurre inizialmente all'idea del potere e alle forme socialiste, vista dall'alto assume la forma di un'aquila bicefala, simbolo nazionale degli albanesi. Pare che debba essere demolita e sostituita da un modernissimo complesso per la sede del parlamento.
Museo Storico Nazionale
Il Museo Storico Nazionale è il più grande museo del paese. È stato inaugurato il 28 ottobre 1981. Comprende le seguenti sezioni: antichità, medioevo feudale , cultura albanese, diaspora arbëreshe, rinascita romantica nazionale (rilindja), la partecipazione albanese alla Rivoluzione Spagnola del '36, la resistenza partigiana al nazi-fascismo nella seconda guerra mondiale e il periodo dello stato comunista. Vi si trova inoltre una sezione di storia filatelica, una dedicata a Madre Teresa e una alla visita di Giovanni Paolo II in Albania.
Museo Storico Nazionale, la statua di Scanderbeg.
Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, (Kruja, 6 maggio 1405 – Alessio, 17 gennaio 1468), è stato un condottiero e patriota albanese. Eroe nazionale dell’Albania e degli albanesi, difese il suo paese dall’invasione ottomana, per tale motivo ottenne da papa Callisto III gli appellativi di “atleta di Cristo e difensore della fede”, le sue gesta ispirarono nei secoli le rapsodie, la letteratura, le arti e mantennero vivo negli albanesi lo spirito di libertà.
Veduta parziale della Piazza Scanderbeg
Piazza Giorgio Castriota Scanderbeg è la piazza principale di Tirana, capitale dell'Albania. La piazza prende il nome dall'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg ed è il luogo simbolico non solo della capitale ma dell'intero universo albanese. Con i suoi cinque ettari di superficie rappresenta idealmente il centro geografico e politico dell'Albania.
Piazza Scanderbeg
Moschea Ethem Bey
La costruzione venne iniziata nel 1789 dal turco Molla Bey e completata nel 1823 da suo figlio, Haxhi Ethem Bey, discendente di Sulejman Pasha.
La moschea prese relativamente importanza dopo la realizzazione di piazza Scanderbeg proprio nei suoi pressi, nel periodo del protettorato italiano dopo l'indipendenza dell'Albania dall'Impero ottomano (1912).
Chiusa durante la dittatura comunista, nel 1991 diecimila persone, nonostante l'opposizione delle autorità, decisero di entrarvi per pregare, e la polizia non intervenne. L'evento fu una pietra miliare nella rinascita delle libertà religiose in Albania.
Moschea Ethem Bey – Veduta interna
Moschea Ethem Bey
Cattedrale della Risurrezione di Cristo
La cattedrale della Risurrezione di Cristo è la sede principale della chiesa ortodossa albanese. Si trova nella città di Tirana, in Albania.
L'edificio originale, distrutto più volte durante la dominazione turco-ottomana, fu costruito nel 1865 presso l'attuale Piazza Scanderbeg, per essere poi chiuso al culto nel 1967, nel periodo della dittatura comunista d'Albania. In quegl' anni l'antica cattedrale fu totalmente distrutta dal regime comunista per erigere al suo posto l'Hotel Internazionale Tirana. Nel 2012, dopo circa dieci anni di lavori, è stata completata la nuova cattedrale, a poca distanza dalla Piazza Giorgio Castriota Scanderbeg.
ALBANIA - KRUJA
Veduta aerea della città di Kruja
Kruja è un comune albanese situato nella Prefettura di Durazzo. Qui nacque nel 1405 l’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.
Il nome della città deriva dalla parola albanese krua-kroi, che significa sorgente-fontana: Kruja era infatti la città delle fonti, essendo situata nei pressi di alte montagne e ricca di acque che scendevano in città.
Kruja ha diversi luoghi di attrazione turistica, come il castello medievale, ultima roccaforte della resistenza albanese all’oppressore turco-ottomano che oggi ospita il Museo Nazionale Giorgio Castriota Scanderbeg, la cittadella, con i suoi vecchi negozi oggi restaurati ed il Bazar.
Qui si trova anche l’interessantissimo Museo Etnografico di Kruja ricavato da una abitazione appartenuta ad una delle famiglie più abbienti della città, i Toptani.
La casa è un vero spaccato delle tradizioni di vita locale: la stanza degli uomini con i cuscini tipici della tradizione turca disposti sul pavimento in legno, la stanza delle donne con i merletti della dote e i vestiti tradizionali, un piccolo hamam (bagno turco) con il tipico sistema di riscaldamento e di rifornimento con acqua del bagno e delle pareti e la camera del fuoco con le incisioni sul focolare e le pitture murali ben conservate, nonché la cucina con i contenitori in coccio e le stoviglie di legno.
Particolarmente interessante è il pianoterra dove vengono conservati i macchinari e gli utensili per la produzione della shajak, tipica stoffa di lana, del formaggio, del burro e per l’estrazione dell’olio.
Questa casa-museo con i suoi spazi e con i prodotti dell’artigianato locale mostra i gusti estetici e le consuetudini di vita della città.
Il Castello di Kruja
Il Castello di Kruja fu costruito nel IV e V secolo d.C. sui resti di un precedente insediamento illirico del III secolo a.C.
Grazie a successivi ampliamenti, alla fine del XII secolo il castello raggiunse la forma completa e divenne un centro delle guarnigioni bizantine.
Grazie alla lunga inespugnabilità del castello, caposaldo dei domini di Scanderbeg e della resistenza contro i turchi ottomani, essa divenne una delle città più note nell'Europa medioevale. Il 15 ottobre 1478, solo grazie a un negoziato i turchi riescono a entrare nel castello di Kruja. Una volta entrati, infrangendo i patti, passarono a fil di spada tutte le persone trovate all'interno del castello.
Oggi vi ha sede il Museo Nazionale "Gjergj Kastrioti Skënderbeu"
Ultima foto prima della partenza
MACEDONIA
La Macedonia del Nord, ufficialmente Repubblica della Macedonia del Nord è uno Stato della penisola balcanica nell'Europa sud-orientale. Fino al 2019 il nome ufficiale dello Stato era Repubblica di Macedonia: per questo il Paese è stato coinvolto in un'annosa disputa sul proprio nome con la Grecia, conclusosi nel giugno 2018 grazie all'accordo di Prespa. Stato senza sbocco al mare, è situata nell’Europa del sud-est, nella parte centrale della Penisola balcanica e ha la posizione di un crocevia strategico e ponte tra l’Europa e i paesi vicini dell’Asia e i dell’Africa del nord. Appartiene al gruppo di paesi dei cosiddetti Balcani Occidentali ed è circondata dai paesi confinanti- Serbia e Kosovo al nord, Bulgaria all’est , Grecia al sud ed Albania all’ovest. Le lingue ufficiali parlate in Macedonia del Nord sono lo slavo-macedone, simile al bulgaro e con alfabeto cirillico, e l’albanese. La capitale è Skopje.
Per chi ama scoprire destinazioni autentiche, lontane dalle rotte del turismo di massa, non c’è nulla di meglio della Macedonia. Prima di tutto, si tratta di una terra antica. Anzi, antichissima, dato che già nel paleolitico esistevano insediamenti umani, e che nel neolitico la Macedonia fu lambita dalla cultura di Vinča, originaria della Serbia.
Se in epoca antica la Macedonia fu un regno molto potente, capace di tenere testa pure ai romani (salvo essere sconfitta, nel 168 a.C. a Pidna, dal generale Paolo Emilio), nel Medio Evo la Macedonia fu il cuore di ben due imperi. Il primo fu quello bulgaro dello zar Simeone — l’odierna Skopje fu persino capitale del vasto territorio, che si estendeva dal Mar Nero al Mar Egeo –, il secondo fu quello della Grande Serbia, il più potente stato balcanico del XIV secolo. Fu anche una provincia strategica dell’impero bizantino, e dal XV secolo in poi fece parte dell’immenso impero ottomano. Insomma, da che mondo è mondo, la bella Macedonia è sempre stata una terra al centro della storia.
Anche se è poco più piccola della Sicilia, grazie al suo passato millenario la Macedonia offre innumerevoli tesori culturali, artistici e storici, e vanta paesaggi mozzafiato.
MACEDONIA - LAGO DI OCRIDA
Ocrida è un lago, ma in realtà è così bello e grande che con un po' di fantasia lo si potrebbe definire un piccolo mare. E in effetti ha una superficie di 358 chilometri quadrati, poco meno del lago di Garda (e molto più del lago Maggiore o del lago di Como). Si tratta di un lago antico, molto antico: esiste da un milione di anni, un’età tale da farne, probabilmente, il lago più vecchio del Vecchio Continente. Ma a dispetto dei millenni, il lago è un grande scrigno di biodiversità. Patrimonio naturale dell’Unesco dal 1979, questo “meraviglioso surrogato di mare” trabocca di “molluschi, piante e pesci, come la meravigliosa trota autoctona (letnica, in macedone), mentre le sue sponde sono una cuccagna per gli appassionati di birdwatching, dato che ci si può imbattere in aquile imperiali, cigni e pellicani crespi”.
MACEDONIA - OCRIDA
Se il lago di Ocrida è un tesoro per i naturalisti, l’omonima cittadina di Ocrida è una delle perle culturali di tutta la Macedonia. Si affaccia con grazia sullo specchio d’acqua, che si può ammirare in tutta la sua bellezza. Deriva dall’antichissima Lychnidos, città che la leggenda vuole fondata da Cadmo, mitico re di Tebe, fratello di Europa (sì, la bella fanciulla rapita da Zeus trasformatosi in toro bianco). In epoca romana Ocrida fu un importante centro commerciale ed economico, grazie alla sua felice posizione sulla via Egnatia, che collegava il porto dell’odierna Durazzo con Bisanzio.
I tempi di Cesare e Ottaviano sono ormai lontani, ma la dominazione romana ha lasciato a Ocrida un patrimonio architettonico e artistico inestimabile, inclusi alcuni eccellenti esempi di arte musiva. Nel medioevo fu il fulcro della fede cristiana in Macedonia. Soprannominata la “Gerusalemme degli ortodossi”, Ocrida vanta molte splendide chiese, ed è nota nel mondo slavo perché qui san Clemente, discepolo dei santi Cirillo e Metodio, fondò un monastero che formò migliaia di studenti. Tra le meraviglie della cittadina la cattedrale, costruita tra il XI e il XIV secolo, con bellissimi affreschi, e la fortezza dello zar bulgaro Samuele.
Ocrida, centro.
Sullo sfondo il minareto della Moschea Hadzi Turgut.
La moschea fu probabilmente costruita all'inizio del XVI secolo. È conosciuta con il nome di "Krst Dzamija" (Moschea della Croce) tra i cristiani. La leggenda narra che al suo posto esistesse una chiesa chiamata St. Nedela che gli ottomani abbatterono per costruire una moschea, il cui minareto, ogni notte, veniva misteriosamente demolito. Alla fine, i suoi costruttori decisero di mettere una croce sulla sua cima. Da allora il minareto non fu più demolito. Ma se uno chiede ai turchi più anziani che vivono a Ocrida, la loro storia sarà ovviamente molto diversa
Statua di Clemente di Ocrida
Clemente di Ocrida (840 – 916) è stato un vescovo bulgaro, venerato come santo dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa cattolica.
Cattedrale di Santa Sofia
L'attuale chiesa fu costruita nel 1035 dall'arcivescovo Lav, la facciata con le torri e le gallerie aperte furono costruite nel 1317 dall'arcivescovo Gregory. Il portico laterale fu aggiunto quando la chiesa fu trasformata in una moschea dai turchi. All'interno si trovano splendidi affreschi dell'XI secolo, con scene dell'antico testamento e di una processione di angeli che si inchinano alla Vergine Maria.
Chiesa della Santa Bogorodica Periblepta
Santa Bogorodica Periblepta - La chiesa fu costruita e dipinta nel 1295. È dedicata alla Vergine Maria Periblepta, dal greco Περίβλεπτος, "Onnisciente e chiaroveggente".
La chiesa fu dipinta da Michele ed Eutychius, due giovani pittori. Il loro lavoro mostra che gli stili successivamente adottati nel Rinascimento erano già presenti nell'arte bizantina molto prima di Gioto. Gli affreschi che hanno dipinto hanno tutti gli elementi dell'arte rinascimentale tranne la prospettiva.
Il Monastero di San Naum
San Naum di Ocrida, anche conosciuto come san Naum di Preslav (830 circa – 23 dicembre 910), fu uno scrittore bulgaro, studioso medioevale e maestro; è venerato come santo dalla Chiesa ortodossa.
Il Monastero di San Naum è un monastero ortodosso orientale nella Macedonia del Nord, che prende il nome dal medievale San Naum che lo fondò. Si trova lungo il lago di Ocrida, 29 chilometri a sud della città di Ocrida.
Si tratta di un monastero in stile bizantino risalente al 905 d.C., immerso nella natura e affacciato sul lago di Ohrid da cui si ammirano panorami da cartolina. Dal 1912 al 1925 questa zona apparteneva all’Albania. In tale anno il re albanese Zog, regalò il monastero e l’area circostante agli jugoslavi come ringraziamento per averlo aiutato a riprendere il potere. Inutile dire quanto fu, ed è tuttora, (giustamente) grande lo scontento degli albanesi per aver perso un luogo di tale valore storico e unico dal punto di vista della bellezza architettonico-naturalistica.
Antico teatro di Ocrida
L’antico teatro di Ocrida del periodo ellenistico fu costruito nel 200 a.C. ed è l’unico teatro di tipo ellenistico nel paese poiché gli altri tre di Scupi, Stobi e Heraklea Lynkestis sono di epoca romana.
Durante l’epoca romana, il teatro veniva utilizzato anche per combattimenti tra gladiatori. Tuttavia, poiché il teatro era anche un sito di esecuzioni di cristiani da parte dei romani, si è rapidamente trasformato in un sito altamente non apprezzato dai locali.
Dalla fine degli anni 80, il teatro è di nuovo un luogo di spettacoli pubblici, come spettacoli teatrali, concerti, opere liriche, spettacoli di balletto
Fortezza di Ocrida
Sulla strada per Ocrida si scorge in lontananza una collina su cui spicca una fortezza. Sono le mura all’interno delle quali un tempo vivevano gli abitanti dell’antica città. Menzionate per la prima volta nel III secolo a.C. dallo storico Tito Livio come le mura della città Lychnidos, furono in seguito dettagliatamente descritte nel V secolo quando la fortezza si difendeva dagli attacchi tribali nel periodo delle grandi migrazioni.
La fortezza è stata usata nel periodo romano e in quello bizantino, mentre durante il regno dello Zar Samuil è stata fortificata e ampliata. La forma odierna risale al periodo dello Zar Samuil anche se esistono fonti che parlano di distruzioni e ricostruzioni da parte dei Turchi e dei Bizantini. Oggi sono conservate 18 torri e 4 porte di questa fortezza che rappresenta il simbolo di Ohrid.
Chiesa di San Giovanni a Kaneo
È una chiesa ortodossa situata sulla scogliera sopra la spiaggia di Kaneo, affacciata sul lago di Ocrida. La chiesa è dedicata a Giovanni di Patmos, lo scrittore dell'Apocalisse. La data di costruzione della chiesa rimane sconosciuta, ma i documenti che descrivono in dettaglio la proprietà della chiesa suggeriscono che fu costruita prima dell'anno 1447. Gli archeologi ritengono che la chiesa fu costruita qualche tempo prima dell'ascesa dell'Impero ottomano molto probabilmente nel 13 ° secolo. I lavori di restauro nel 1964 portarono alla scoperta di affreschi nella sua cupola.
Monastero di San Pantaleone
Il monastero di San Pantaleone è un monastero di Ocrida, situato a Plaošnik. È attribuito a Clemente di Ocrida, un discepolo di San Cirillo e San Metodio. Gli archeologi sono giunti a credere che il monastero fosse il sito dove si istruirono i primi studenti dell'alfabeto glagolitico (usato per tradurre la Bibbia in antico slavo ecclesiastico). Molti archeologi credono che Clemente stesso progettò e costruì il monastero.
Il monastero sorge su una collina che è ora nota come Plaošnik e domina il Lago di Ocrida. Clemente costruì il suo monastero su una chiesa restaurata e una basilica romana di cinque parti (i resti della basilica si possono ancora vedere fuori del monastero). Giudicando dallo stile architettonico e dal progetto del monastero, i ricercatori dicono che San Clemente intendesse che il suo edificio fosse una scuola letteraria, così si ritiene che fosse la prima e la più antica università discontinua in Europa.
L'esterno del monastero contiene un gran numero di mosaici finemente dettagliati non lontano da un fonte battesimale usato per battezzare i suoi discepoli.
La serata è stata molto piacevole. Hanno organizzato in albergo, solo per noi, uno spettacolo tipico di folklore macedone.
MACEDONIA - ERACLEA LINCESTIDE
Eraclea Lincestide
Heraclea Lyncestis fu un'antica città greca, situata 2 km a sud dell'attuale città di Bitola, nella Macedonia del Nord.
Fu fondata da Filippo II di Macedonia verso la metà del IV secolo a.C., che, dopo aver conquistato la regione circostante della Lincestide, la incorporò nel suo Regno di Macedonia.
Teatro romano
L'imperatore romano Adriano edificò il teatro nel centro della città, su una collina, quando si stavano restaurando molti edifici della Provincia romana di Macedonia. Cominciò ad essere utilizzato sotto il regno di Antonino Pio.
Mosaici
I mosaici trovati durante gli scavi facevano parte di due basiliche paleocristiane: Basilica Maggior e Basilica Minore. I pavimenti di questi spazi sono costituiti da mosaici con disegni geometrici e floreali. Sono raffigurati anche uccelli, alberi, cervi, un cane rosso, che simboleggia il Paradiso, e bestie che simboleggiano il dominio terrestre.
Il pavimento a mosaico della Basilica Maggiore è rappresentato sul verso della banconota macedone da 5000 dinari emessa nel 1996
Visto che siamo in un teatro romano mi sembra giusto salutare romanamente.
MACEDONIA - BITOLA
Bitola localizzata nella parte sud-occidentale della Macedonia del Nord, è una città di rilevante importanza nella storia della Macedonia. È per numero d'abitanti la terza città, preceduta solamente dalla capitale Skopje e da Kumanovo.
Venne costruita nel V secolo a.C., su iniziativa del re macedone Filippo II. Venne conquistata dagli Ottomani nel 1382. Con la stabilizzazione definitiva della regione dopo la vittoria turca sui serbi a Kosovo Polije nel 1389, ne divenne il principale centro economico e commerciale. A causa della sua costante crescita economica , il numero di immigrati, principalmente turchi, aumentò considerevolmente. A partire dal XVI secolo ospitò una fiorente comunità ebraica sefardita in fuga dall'Inquisizione spagnola e portoghese.
Nel 1940 Bitola fu la prima città iugoslava ad essere attaccata dalle forze dell'Asse. In quell'anno infatti, sebbene la Iugoslavia non fosse in guerra con l'Italia, fu bombardata dalla Regia aeronautica. L'anno seguente fu occupata dall'esercito bulgaro che deportò i circa 3.000 ebrei che abitavano in città. Bitola fu liberata dai partigiani jugoslavi il 4 novembre 1944.
Qui comincia la via principale della città, "Shirok Sokak"
La Moschea Nuova
Si trova nel centro storico della città macedone, a pochi metri dalla torre dell'orologio. Venne costruita tra il 1558 ed il 1559 da Khadi Mahmud Effendi. Fu chiusa al culto nel 1943 e riaprì come galleria d'arte nel 1957. All'interno, così come all'esterno e sul minareto alto 39 m, sono presenti splendide decorazioni di maiolica.
Dietro di me il busto di Tito. Al suo funerale nel 1980 andarono capi di stato di tutto il mondo per via del suo regime comunista "dal volto umano". Un comunista è sempre un comunista. Una brutta razza che va estirpata.
MACEDONIA - TIKVES
Tikves è una pianura situata nella Macedonia settentrionale centrale, nota per un lago artificiale. Ospita le città di Kavadarci e Negotino. Famosa per il suo vino, Tikves è il centro della produzione vinicola macedone coltivata da oltre 120 anni. La regione è anche molto famosa per il suo yogurt e latte acido. Interessantissima è la visita alla famosa cantina vinicola "Stobi".
Veduta laterale della struttura principale della cantina.
L’enorme cantina con i barili per la fermentazione del vino
MACEDONIA - SKOPJE
La città di Skopje con più di un quarto della popolazione del Paese, è il centro politico, culturale, economico ed accademico della nazione. Conosciuta al tempo dei romani sotto il nome di Scupi, la città si è sviluppata rapidamente dopo la seconda guerra mondiale, ma questa crescita venne interrotta nel 1963, quando fu colpita da un disastroso terremoto.
Si trova lungo il corso superiore del fiume Vardar (Assio) e su una delle strade principali dei Balcani tra l’Europa centrale ed Atene. È un centro principale per le industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, di stampa e concerie, ma ha sofferto molti fallimenti dal 1991. Lo sviluppo industriale della città è stato accompagnato dallo sviluppo del commercio e del settore bancario, così come nel campo della cultura e dello sport. Skopje è anche un mercato di prodotti agricoli e zootecnici. L’università risale al 1949, quindi la città è anche un importante centro culturale nell’ambito della Repubblica. Ospita uno dei due aeroporti dello stato.
Ebbe origine da un insediamento illirio, Scupi, conquistato dai Romani e centro importante prima della Dardania e poi della Mesia. Per la sua posizione strategica sotto Augusto fu sede di una fortezza legionaria. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Skopje cadde sotto il dominio bizantino e a Tauresio, a 20 chilometri dalla città, nacque Giustiniano, uno degli imperatori che resero grande Costantinopoli.
La prima volta che la visitai ricordo quanto fui colpito dall’allegria e dal senso di ospitalità dei suoi abitanti. Alcuni la definiscono “una delle capitali più kitsch del pianeta”, ma poco importa, quando ci torno riesce ad avvincermi sempre di più.
Piazza Macedonia, la più centrale e la più famosa della città.
Piazza Macedonia – Alle mie spalle la statua di Alessandro il Grande.
Piazza Macedonia – L’edificio bianco di stile neoclassico ospita il Museo di Archeologia. Il ponte che si intravede davanti al museo è il famoso “Ponte di Pietra”, uno dei monumenti storici più importanti della città, costruito nel quindicesimo secolo sotto la dominazione ottomana e oggi interamente pedonale.
Alle mie spalle una veduta parziale del Museo della Lotta Macedone. A sinistra il “Ponte di Pietra”.
Il Parlamento
A sinistra il Teatro Nazionale, a destra il Museo della Lotta Macedone.
Il Memoriale dell’Olocausto per gli ebrei della Macedonia è un monumento commemorativo all’olocausto dei 7.148 ebrei della Macedonia del Nord e alla storia degli ebrei nei Balcani.
Museo della Città di Skopje
Fondato nel 1949, è situato in una ex stazione ferroviaria che fu parzialmente distrutto nel terremoto del 1963 . Il museo ospita esposizioni permanenti che rappresentano la storia di Skopje, dai primi insediamenti registrati intorno al 3000 aC ad oggi. L’orologio è fermo alle 18:17, orario che segna il momento esatto dell’inizio del terribile terremoto del 1963 che praticamente distrusse la città.
Fortezza di Skopje
La fortezza di Skopje è un imponente complesso di carattere militare che domina il centro cittadino della capitale della Repubblica di Macedonia. La struttura sorge su un colle posto lungo la sponda sinistra del fiume Vardar, presso il quartiere del vecchio bazar. La fortezza è uno dei simboli di Skopje, tanto da venire rappresentata nello stemma cittadino. L’attuale fortezza fu costruita a partire dal VI secolo con materiali di recupero, principalmente calcare e travertino, proveniente dalle rovine della città romana di Scupi, distrutta da un terremoto nel 518.
Fortezza di Skopje
Croce del Millennio
La Croce del Millennio è una struttura situata sulla cima del monte Vodno. Costruita per servire da monumento ai 2000 anni di cristianesimo in Macedonia del Nord e nel mondo, con i suoi 66 metri di altezza, oggi è una delle croci più alte della Terra. La costruzione della croce è iniziata nel 2002 ed è stata finanziata dalla Chiesa ortodossa macedone, dal governo macedone e dalle donazioni dei macedoni di tutto il mondo. La croce fu costruita sul punto più alto della montagna di Vodno in un luogo conosciuto fin dai tempi dell’impero ottomano come “Krstovar”, che significa “luogo della Croce”, poiché in quel luogo si trovava una croce più piccola.
Piazza Macedonia – Statua di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro il Grande.
Un nuovo complesso di statue dedicato a sconosciuti eroi macedoni è l’ultima aggiunta al massiccio rinnovamento architettonico sponsorizzato dal governo della capitale, noto come Skopje 2014.
Omaggio ai fondatori dell’organizzazione rivoluzionaria clandestina IMRO, movimento nazionale bulgaro. È il più vecchio partito nazionalista della Bulgaria.
Monumento ai bambini rifugiati macedoni – Ricorda l’evacuazione dei bambini macedoni nell’Europa orientale comunista (Jugoslavia) durante la guerra civile greca dal 1946 al 1949.
Costruita nel 1436. L’insolita forma a 3 navate della basilica e il soffitto piatto (invece delle cupole) è dovuta al fatto che fu costruita (o adattata) sul monastero di San Giorgio, il monastero principale di Skopje prima dell’arrivo dei turchi. Sorge su un altopiano vicino alla torre dell’orologio. Le fortificazioni del monastero si trovano ancora attorno all’altopiano.
Chiesa di San Clemente
Slavko Brezovski è stato uno degli architetti macedoni più talentuosi dell’epoca moderna. Progettò e costruì edifici modernisti nella Jugoslavia socialista. L’Ambasciata Jugoslava a Brasilia nel 1961 è il suo progetto. È stato ispirato da Oscar Niemeyer in Brasile e Kenzō Tange durante la pianificazione di Skopje dopo il terremoto di Skopje del 1963. Brezoski è stato uno dei più importanti professionisti durante il periodo di massimo impatto del Brutalismo sull’Architettura della Repubblica di Macedonia. Una delle sue opere più note è la Chiesa di San Clemente di Ohrid a Skopje.
La costruzione di questa chiesa iniziò nel 1972.
Veduta dello splendido interno della chiesa
La cupola centrale ha una superficie di 650 m². Per la prima volta al mondo, Gesù Cristo è dipinto su una superficie di 70 m².
Statua di Madre Teresa
La statua di Madre Teresa è dedicata alla famosa matriarca di Skopje, nata come Gondza Bojadziu nel 1910. Un simbolo di ispirazione e spiritualità. La statua si trova sulla stessa strada dove fu battezzata Madre Teresa.
La Casa-Memoriale di Madre Teresa
La casa-memoriale di Madre Teresa è dedicata al premio umanitario e premio Nobel per la pace Madre Teresa. Si trova nella sua città natale, Skopje, nella Macedonia settentrionale, dove visse dal 1910 al 1928.
La costruzione della casa è iniziata nel maggio 2008. Il progetto è stato finanziato dal governo della Macedonia e realizzato dal Ministero della Cultura. È una versione moderna e trasformata della casa natale di Madre Teresa con un carattere multifunzionale. All’interno della casa sono conservate parte delle sue reliquie, che sono state trasferite a Skopje con il sostegno della Chiesa cattolica romana di Skopje, un accordo annunciato da Nikola Gruevski alla sua apertura.
Il museo espone sculture di Madre Teresa e dei membri della sua famiglia. Una scultura mostra Madre Teresa come una bambina di dieci anni, seduta su una pietra e con in mano un piccione. La casa ospita anche mostre culturali e comprende una galleria di fotografie. L’architetto del progetto è Vangel Božinovski
La cappella all’interno del Museo
La Galleria con la raccolta di fotografie
Chiesa dell’Ascensione di Gesù
La chiesa dell’Ascensione di Gesù è una chiesa ortodossa macedone di Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Si trova nello storico quartiere del vecchio bazar, a poche decine di metri dalla fortezza.
Il precedente edificio andò completamente distrutto in occasione dell’incendio del 1689, mentre la chiesa attuale fu costruita a metà del XVI secolo. Nel XIX secolo la chiesa fu completamente restaurata ed ottenne l’aspetto attuale. Nel 1824 venne collocato all’interno un iconostasi.
L’iconostasi (εικονοστάσι) è la parete decorata da icone che separa il naos dal presbiterio, lo spazio dedicato ai fedeli da quello riservato alla liturgia, la parte “sensibile” da quella “intellegibile”. Essa fu realizzata con il contributo delle maestranze artigiane del bazar.
Durante la dominazione ottomana venne posta sotto la giurisdizione della chiesa ortodossa greca fino al 1874, anno in cui la popolazione cristiana decise il passaggio sotto la chiesa ortodossa bulgara. Nel 1900 la chiesa tornò sotto il controllo greco.
All’interno della chiesa si trova la tomba del rivoluzionario macedone Goce Delčev.
In fondo a sinistra l’entrata al recinto della chiesa
L’iconostasi
L’interno della chiesa
BULGARIA
La Bulgaria confina con il mar Nero a est, con la Grecia e la Turchia a sud, con la Serbia e la Macedonia del Nord a ovest e con la Romania a nord, da cui è divisa dal fiume Danubio. La capitale è Sofia. Alcune culture preistoriche iniziarono a evolversi nelle terre bulgare durante il Neolitico. Inizialmente furono abitate dai Traci e successivamente dai Greci e dai Romani.
La prima traccia di un'unificazione etnica e nazionale bulgara si data con l'avvento del Primo Impero bulgaro, il quale dominava la maggior parte dei Balcani e divenne il fulcro culturale dei popoli slavi durante l'Alto Medioevo. Dopo un periodo di dominio bizantino lo Stato bulgaro risorse. Con la caduta del Secondo Impero bulgaro nel 1396 i suoi territori finirono sotto il controllo dell'Impero ottomano per quasi cinque secoli. Nel 1946 divenne una repubblica comunista governata da un sistema politico a partito unico sino al 1989, quando il Partito Comunista Bulgaro in seguito alla caduta della cosiddetta "cortina di ferro" concesse le elezioni pluripartitiche. Dopo il 1990 la Bulgaria divenne una democrazia con un'economia di mercato.
La più antica manifestazione artistica bulgara, precedente all'introduzione del cristianesimo, evidenziò tracce di tradizione orientale e sasanide. La Bulgaria fu il primo Paese slavo a convertirsi al cristianesimo ortodosso; si diffuse quindi nel Paese la pittura di icone, forma espressiva tradizionale bizantina nella quale gli artisti bulgari e, in seguito all'invasione ottomana (1393) e nel tentativo di opporre una sorta di resistenza culturale all'invasore musulmano, inserirono elementi legati alle tradizioni culturali locali e alle tradizioni iconografiche greche.
BULGARIA - MONASTERO DI RILA
Il monastero di Rila è situato a circa 120 km da Sofia. È senz'altro il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria. Situato sul monte Rila a 1.147 metri sopra il livello del mare è circondato dai piccoli fiumi Rila e Drušljavica ed è a sole 4 ore a piedi dalla vetta Maliovica. La più alta vetta dei Balcani, Musala (2925 m) si trova a circa 8 ore a piedi dal monastero.
Fu fondato dall'eremita san Giovanni di Rila (876 - 946) nel X secolo, durante il regno di re Petar (927 - 968). San Giovanni di Rila, le cui reliquie sono esposte nella chiesa del santuario, in verità dimorava in una grotta poco distante. Si sa che il monastero fu costruito dai discepoli di Giovanni di Rila, che si erano recati da lui per studiare.
Il monastero era molto rispettato ed ebbe innumerevoli privilegi fin dalla sua costruzione. Il santuario raggiunse il massimo splendore tra il XII e il XIV secolo. Nel XIV secolo la Bulgaria cadde sotto il giogo ottomano ed il monastero venne distrutto. La sua rinascita iniziò a partire dalla fine del XV secolo. Durante il Risorgimento nazionale, nei secoli XVIII e XIX, il monastero fu ricostruito grazie alle offerte, provenienti da ogni parte del paese, donate dai bulgari più facoltosi.
Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero.
Il complesso è composto da un edificio di quattro piani con 300 celle in tutto, un grande cortile, una chiesa e la torre del despota Hrelio. L'opera d'arte di maggior pregio conservata nel monastero è l'iconostasi dorata (cioé la parete divisoria decorata con icone sacre che separa la navata dal presbiterio nelle chiese ortodosse) abbellita con 36 scene bibliche. Le pareti furono affrescate da Zaharij Zograf ed altri pittori. Nella chiesa vi sono molte icone, di epoca risalente tra il XIV e il XIX secolo. L'esterno della chiesa è completamente ricoperto da pregevoli affreschi: era antica credenza che un luogo spoglio fosse un luogo dove potenzialmente il diavolo potesse avere facilmente accesso.
L'entrata del Monastero
Alcuni monaci del Monastero
L’Iconostasi
Sofia è la capitale e la più grande città della Bulgaria. Si trova nelle immediate vicinanze del versante nord del Monte Vitoša, circondata dalle montagne dei monti Balcani.
Fondata nel VII secolo a.C. Ha avuto molti nomi nel corso della sua storia e i resti della città antica sono visibili ancora oggi. Sofia fu in origine un insediamento dei Traci chiamato Sardica. Venne conquistata dai Romani nel 29 a.C. e divenne la capitale della Dacia. Venne distrutta dagli Unni nel 447. La città fu ricostruita dall'imperatore bizantino Giustiniano I e ribattezzata Triadiza.
Sofia venne conquistata dall'Impero Ottomano nel 1382 e divenne la capitale della provincia turca di Rumelia. Nuovamente conquistata dai Russi nel 1878, divenne la capitale della Bulgaria indipendente nello stesso anno. Durante la seconda guerra mondiale i Russi occuparono nuovamente Sofia e la Bulgaria, deponendo il governo filo-tedesco.
Sullo sfondo il palazzo del Parlamento, nel passato la sede del partito comunista.
Statua di Santa Sofia
La statua di Santa Sofia è il monumento simbolo della capitale bulgara. Costruito nel 2001, il monumento ha rimpiazzato la vecchia statua che raffigurava Vladimir Lenin (meno male!). L'opera, che sfiora gli 8 metri di altezza, è stata realizzata in bronzo e rame dallo scultore bulgaro Georgi Chapkanov. La statua è stata collocata sopra a un piedistallo alto ben 16 metri.
Nella penombra del tramonto si intravede a sinistra la statua di Santa Sofia.
Sullo sfondo una veduta parziale della cattedrale di Santa Domenica, la cattedrale ortodossa della città di Sofia.
Chiesa di San Giorgio
La chiesa di San Giorgio è una chiesa a pianta circolare di epoca paleocristiana edificata a Serdica, nome antico di Sofia in Bulgaria: costruita in laterizio rosso, è considerata il più antico edificio della capitale bulgara.
Costruita nel IV secolo, venne decorata con affreschi nel X secolo e poi ancora nel XII secolo; durante il periodo ottomano fu convertita in moschea. Oggi è utilizzata per il culto cristiano e si trova circondata dai resti dell'antica Serdica e dal palazzo del presidente della Repubblica
Il cambio della guardia al palazzo presidenziale
Teatro nazionale Ivan Vazov
Il Teatro nazionale Ivan Vazov è un magnifico esempio di architettura del XX secolo. L'edificio, costruito nel 1907 dagli architetti austriaci Ferdinand Fellner e Hermann Helmer, è considerato uno dei simboli di Sofia. Ivan Minčov Vazov è stato un poeta, romanziere, drammaturgo e politico bulgaro.
Chiesa russa ortodossa di San Nicola
La chiesa russa di San Nicola è una chiesa ortodossa russa nel centro di Sofia. La chiesa fu costruita sul sito della Moschea Saray, distrutta nel 1882, dopo la liberazione della Bulgaria da parte della Russia dall'Impero ottomano. Fu la chiesa ufficiale dell'ambasciata russa, che vi si trovava accanto, e della comunità russa a Sofia ai tempi dello Zar Nicola II di Russia.
La sua costruzione iniziò nel 1907 e la chiesa fu consacrata nel 1914. Rimase aperta dopo la Rivoluzione Russa e durante il periodo comunista in Bulgaria (1944-1989), sebbene i sacerdoti e i frequentatori della chiesa fossero attentamente sorvegliati dalla polizia di sicurezza dello Stato.
Chiesa di Alexander Nevski
La chiesa di Aleksandr Nevskij è la più grande di Sofia e la seconda più grande dell'intera penisola balcanica. È alta 45 metri con il campanile, dotato di 12 campane. L'interno della cattedrale è decorato con alabastro e molti altri materiali pregiati. La prima pietra dell'edificio venne posata nel 1882 (anche se i progetti finirono nel 1880), ma i lavori s'interruppero molte volte. La dedica al principe russo Aleksandr Nevskij fu dovuta al fatto che la cattedrale era stata eretta per commemorare la morte di 200.000 soldati russi caduti nel corso della guerra russo turca del 1877-78 al termine della quale la Bulgaria aveva ottenuto l'indipendenza.
Veduta dell'interno della chiesa, mentre viene celebrato un matrimonio.
Plovdiv, in italiano Filippopoli è la capitale storica della Tracia e seconda città del paese dopo la capitale Sofia.
È da sempre punto di riferimento di varie culture per le sue articolate e millenarie vicende storiche. È nota per la bellezza del suo centro storico in stile rinascenza bulgara (ovvero il Rinascimento bulgaro di inizio Ottocento), uno dei meglio conservati della nazione. È situata sulle sponde del fiume Marica, nella parte meridionale della piana di Plovdiv. La sua importanza risale all'età antica: capitale, con il nome di Eumolpias, della tribù dei traci Odrisi, nel 341 a.C. fu presa da re Filippo II di Macedonia (padre di Alessandro Magno), che la ribattezzò "Filippopoli".
I romani insediatisi in Macedonia si impadronirono della città nel 46 d.C., dopo un'aspra battaglia condotta dall'imperatore Claudio. Traiano la restaurò e Marco Aurelio la fece capitale della Tracia romana; cinse di mura i tre colli centrali e da questi denominò la città Trimontium. Essa divenne ben presto splendida e importante, al punto da battere moneta.
Nel 1364 la città fu conquistata dai turchi. Da allora la città conobbe una grande prosperità, grazie ai commerci che si spingevano ben oltre i confini dell'Impero ottomano. In seguito alla seconda guerra mondiale, la Bulgaria entrò nell'orbita dell'Unione Sovietica, ma Plovdiv rimase un centro vitale del movimento democratico, che fece cadere il regime comunista nel 1989.
Salendo verso la città alta
Museo Storico
La nostra attenzione viene immediatamente catturata da uno dei pezzi più belli dell'architettura del periodo rinascimentale nella Città Vecchia - la casa di Dimitar Georgiadi, che ospita un esposizione del periodo di rinascita del Museo di Storia Regionale di Plovdiv.
La casa dove si ospitò nel 1833 il poeta francese Alphonse de Lamartine.
La Chiesa della Beata Vergine Maria
La chiesa si trova nel centro storico di Plovdiv, su una delle sette colline della città, Nebet Tepe.
Una piccola chiesa esisteva sul sito già nel IX secolo. La chiesa fu rinnovata nel 1186 dal vescovo di Plovdiv Costantino Pantehi e divenne parte di un monastero. Sia la chiesa che il monastero furono distrutti quando i turchi ottomani conquistarono la città nel 1371 nel corso delle guerre bulgaro-ottomane.
L'attuale edificio fu costruito nel 1844 come chiesa principale della città. Era una grande pseudo-basilica a tre navate costruita da artigiani del Bratsigovo, e i primi benefattori (ktitor) erano ricchi mercanti della città di Koprivshtitsa.
Nel 1881, tre anni dopo la liberazione della Bulgaria, l'architetto Josef Schnitter costruì un campanile a tre piani a cupola vicino all'ingresso occidentale della chiesa. Sul campanile c'è un'iscrizione che recita "In memoria dei liberatori" come segno di gratitudine dei cittadini ai soldati russi che hanno liberato la città il 4 gennaio 1878.
Teatro Romano
Il teatro romano di Plovdiv fu eretto a tra il 114 e il 117 nell'allora Filippopoli, sotto Traiano, come risulta da un'iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell'edificio. Fu utilizzato per spettacoli teatrali, giochi con gladiatori e spettacoli di caccia. Ancora oggi è usato per opere, concerti musicali e altri eventi culturali.
Arte Murale
Stadio Antico
L'antico stadio di Filippopoli si trova nell'attuale centralissima piazza Džumaja. Solo alla fine del IV secolo, lo stadio cominciò ad essere utilizzato come pista da gara per le corse dei carri, perché l'imperatore Teodosio aveva proibito i giochi atletici. L'antico circo romano poteva ospitare circa 30.000 spettatori e fu uno degli edifici più imponenti e indicativi della fiorente città di Filippopoli. Attualmente solo una piccola parte della struttura è stata riportata alla luce, il resto di essa rimane seppellita sotto il livello della via pedonale principale della città sui lati della quale oggi sorgono gli edifici storici che ospitano i negozi e i bar più rinomati.
Statua di Milio
Milio era un uomo popolare, gentile ed eccentrico del non lontano passato di Plovdiv. Conosciuto per essere un "innocuo pazzo", visse in città negli anni sessanta ed era un famoso pettegolo. La leggenda dice che conosceva i pettegolezzi di tutta la città e li raccontava a tutti quelli che incontrava.
Monumento al soldato sovietico "Alyosha".
Nei pressi di"Alyosha" si trova anche un memoriale della guerra del 1877-1878: la prima e la seconda liberazione del 1944 venivano quindi commemorate insieme, seguendo puntualmente le indicazioni del regime.
Venne inaugurato in cima al colle sullo sfondo nel 1957.
BULGARIA - KAZANLAK
Kazanlak - Festival annuale delle rose
Kazanlak è una città bulgara della provincia di Stara Zagora, situata al centro dell'omonima pianura, ai piedi della catena montuosa dei Balcani. È il centro dell'estrazione dell'olio di rose, una delle industrie più importanti della Bulgaria. A pochi chilometri di distanza si trova la Tomba trace di Kazanlak, uno dei centri archeologici più famosi di tutto il paese.
Tomba trace di Kazanlak
La tomba trace di Kazanlak è una sepoltura costruita in mattoni, situata vicino alla città di Kazanlak, nella Bulgaria centrale.
La tomba fa parte di una grande necropoli di epoca trace. Essa è costituita di uno stretto corridoio e una camera funeraria rotonda, entrambi decorati con murali rappresentanti una coppia trace ad una festa funeraria rituale. Il monumento risale al IV secolo a.C. ed è inserito fin dal 1979 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
I dipinti murari sono notevoli per la splendida rappresentazione dei cavalli e soprattutto per il gesto di commiato, in cui la coppia seduta si afferra reciprocamente i polsi in un momento di tenerezza. I dipinti sono il capolavoro bulgaro meglio conservato del periodo ellenistico.
La tomba si trova vicino all'antica capitale trace di Seutopoli.
L’ingresso della tomba
È costituita da uno stretto corridoio a volta trapezioidale che immette in una camera funeraria rotonda. La tomba fu scoperta per caso da alcuni soldati nel 1944.
Veliko Tarnovo è stata la capitale della Bulgaria dal 1185 al 1393 (Secondo impero bulgaro) col nome di Tărnovgrad, e di nuovo dal 1878 al 1879, quando la prima Assemblea Nazionale della Bulgaria spostò la capitale a Sofia.
Le prime tracce di insediamenti risalgono ad epoca preistorica e al periodo dei traci, i romani fortificarono la zona (fino al VI secolo), seguirono i bizantini e in seguito slavi e bulgari. Nel 1393 dopo tre mesi di assedio la città venne conquistata dai turchi e rasa al suolo.
In onore del passato della città Ferdinando I scelse la chiesa dei Quaranta Martiri a Veliko Tărnovo come luogo in cui dichiarare la completa indipendenza della Bulgaria (15 ottobre 1908). Nel 1965, la città, chiamata fino a quel momento Tărnovo fu ribattezzata Veliko Tărnovo (Grande Tărnovo).
Veduta parziale della città bassa
Fortezza di Tsaverets
La cittadella Tsarevets è uno dei luoghi più visitati in Bulgaria. Si trova nella città vecchia, sulla collina omonima. Le prime tracce di presenza umana risalgono all'epoca dei Traci, ma fu all'epoca del secondo Impero bulgaro che ha raggiunse il suo massimo sviluppo, diventando capitale del paese e una delle più grandi città d'Europa sud orientale.
La città rafforzò le sue difese con una cittadella i cui resti sono visibili ancora oggi. La parete più lunga misura 100 m., con uno spessore fino a 3,40 m. e un' altezza superiore a 10 m. Il restauro delle mura iniziò nel 1930 e fu parzialmente completato nel 1981. In cima alla collina si trova la Cattedrale dell'Ascensione del Signore, restaurata nel 1981.
Il viale di accesso alla Fortezza di Tsaverets
Cattedrale dell'Ascensione del Signore
La Cattedrale della Santa Ascensione del Signore è un'antica cattedrale ortodossa orientale nella città di Veliko Tarnovo, nella Bulgaria centro-settentrionale. Situata sulla cima della collina fortificata di Tsarevets, la cattedrale fu sede del patriarca bulgaro, dalla sua costruzione nell'XI-XII secolo alla sua distruzione nel 1393.
Costruita sui resti di una chiesa romana, fu restaurata negli anni 70 e 80. È riccamente decorata sia all'esterno che all'interno. All'interno vi sono esclusivamente affreschi moderni, ma oggi non è più usata come luogo di culto. È aperta ai visitatori dal 1985.
Veduta interna della Cattedrale dell’Ascensione del Signore
Alla fine della visita alla Fortezza, prima di uscire dalle sue mura , nel negozio di souvenir ti fanno una fotografia vestito da Imperatore del Secondo Impero Bulgaro. Tanto per sorridere un po' ....
Alla fine della giornata torniamo a Veliko Tarnovo ancora in tempo per goderci un po’ di tempo libero in città.
Con questa foto si conclude il viaggio che ci ha portato attraverso la penisola balcanica. Abbiamo visitato città e paesi che rimarranno per sempre nelle nostre memorie. Non mi resta che prepararmi alla prossima avventura!
DEUTSCHLAND
Die Welt ist mir zu eng, der Himmel ist zu klein: Wo wird denn noch ein Raum, für meine Seele sein? (Angelus Silesius)
Rüdesheim am Rhein
Grüße an meine lieben Freunde aus Deutschland, Österreich und Schweiz. Viele Reise, unvergessliche Erfahrungen. Die Erinnerung an aufregende, erfreuliche Tage bleibt ewig in meinem Gedächtnis. Jedes Mal ein wiederkehrendes Vergnügen. Danke vielmals!
John
Meine Auslandsreisen begannen in Mailand, im Lauf einer glücklichen Kindheit, als wir in London regelmäßig die Großeltern mütterlicherseits besuchten. Der Sport, den ich trab, führte mich dann in viele andere Länder auf der ganzen Welt.
Ich habe eine lange und intensive Tätigkeit als Sportler mit großem persönlichem Einsatz gelebt, obwohl Sport auf einem wettbewerbsfähigen Niveau nicht meine freie Wahl war. Die daraus resultierenden familiären Kontraste waren manchmal sehr stark.
Ende der 60er Jahre, im Alter von 16 Jahren, widmete ich mich mit echter Leidenschaft, Seele und Körper, der politischen Militanz, die mich von der ersten Jugend an begeisterte und mich vehement einbezog.
Wir bildeten dann eine Gruppe, die durch feste Bande fester Brüderlichkeit verbunden war, und wir lebten eine lange, epische Geschichte, die absolut nur unsere war. Es ist wichtig zu unterstreichen, wie die Leute sowie unsere Familien und die Medien davon völlig ausgeschlossen wurden. Sie kannten sie in Tiefe überhaupt nicht.
Eine Reihe von Faktoren, einschließlich die Sportkarriere selbst, hinderte mich daran, in Vollzeit diese politische Erfahrung zu leben und diesen Weg bis zum Ende zu gehen, wie ich es mir wirklich gewünscht hätte. Es war ein Traum, der sich nicht verwirklichte.
Von dieser mutigen und unvergesslichen Gruppe erinnere ich mich an meine treuesten Freunde. Mit anderen habe ich den Kontakt verloren, viele leben nicht mehr. Ich habe sie immer noch alle in meinem Herzen!
Ich bin Italiener eines Italiens, das leider verschwunden ist. Wir streben danach, dass unser schönes, großes Land, hoch geschätzt wird. Trotz der heutigen entarteten Zeiten "reiten wir den Tiger" immer noch mit Geduld, Entschlossenheit und der Gewissheit eines neuen Wiederauflebens.
Mailand, meine liebe Heimatstadt, immer wunderbar und manchmal kontrovers, elegant (einige sind es noch), pragmatisch. Rio de Janeiro, vergoldete Perle, ewiger Sommer eines wundervollen, riesigen, unvergleichlichen Brasiliens. Zwischen beiden habe ich mein Herz und Leben geteilt.
Ich bewundere Deutschland und seine Kultur.
Der historische/dialektische Materialismus und die zwei perversen Individuen, die diese Theorie formulierten, tragen, wenn auch indirekt, die Verantwortung des berüchtigten politisch-sozialen Krebses, der immer noch einen Teil der Menschheit betrifft. Echte Germanen waren sie überhaupt nicht.
Der deutschen Sprache, würdigem Erbe der lateinischen Welt, widmete ich einen Großteil meiner Zeit, angespornt durch die Leidenschaft für Wagner und seine Musik. Sublim! Unter den Sprachen, die ich kann, Deutsch ist gewiss meine Lieblingssprache.
Die 60er und 70er Jahre habe ich sehr intensiv in Mailand gelebt. Sie waren gewaltig, überwältigend, unvergesslich, episch. Die besten meines Lebens!
Ich habe immer im Kopf und Herzen die echten und treuen Freunde jener Zeit, einige treffe ich immer noch, die Projekte, die Hoffnungen, unseren historischen Platz, die Versammlungen, die Demonstrationen, unsere Kämpfe, unsere Militanz.
Seit 1980 wohne ich in Rio. Eine großartige, wundervolle Stadt mit außergewöhnlichen Menschen, Parks, Wäldern, mythischen Stränden, unendlichen Sommern.
Ich liebe Italien. Wie viele unserer Gruppe habe ich es aber auch verlassen. Ich bin oft zurück, aber wie es heute ist, vermisse ich es wirklich nicht.
Endlich wird der Tag kommen, an dem die Welt die verlorenen Werte wiedererlangt, indem sie sich von der deprimierenden Realität ihres verdammten Populismus befreit!
"Ducunt volentem fata, nolentem trahunt" (Seneca). Den Willigen führt, den Unwilligen treibt das Schicksal.
Mein Ziel eines kommenden Tages? Ein Planet Millionen Lichtjahre von der Erde entfernt, um dort ein neues Leben zu beginnen.
John
ROTHENBURG OB DER TAUBER
DINKELSBÜHL
SCHLOSS NEUSCHWANSTEIN
Hier bin ich bei König Ludwig und Wagner zu Gast. Wir denken an die guten alten Zeiten...
BERLIN - BLICK AUF DIE MAUER
Das längste noch erhaltene Teilstück der Berliner Mauer zwischen Ostbahnhof und Oberbaumbrücke ist als East Side Gallery weltberühmt geworden. 118 KünstlerInnen aus 21 Ländern gestalteten nach dem Mauerfall auf 1,3 Kilometern des früheren Grenzelements die längste Open-Air-Gallery der Welt. Als Symbol der Freude über die Überwindung der deutschen Teilung und zugleich als historisches Zeugnis des unmenschlichen DDR-Grenzregimes ist die East Side Gallery heute einer der meist besuchten touristischen Orte Berlins.
BRASILE - RIO DE JANEIRO
1968-2018
"Caros amigos de 1968,
vocês me pediram repetidamente para comemorar de alguma maneira os 50 anos do movimento que mudou radicalmente o mundo. Aqui vai então meu comentário. As seguintes linhas são dedicadas inteiramente a vocês, sempre em minha memória, ontem como hoje".
A minha história, a verdadeira, começou assim:
Minhas viagens ao exterior começaram em Milão, na época de uma infância muito feliz, quando visitávamos regularmente os avós maternos em Londres. O esporte que pratiquei me levou a muitos outros países ao redor do mundo.
Vivi uma longa e intensa atividade de atleta com grande comprometimento, embora o esporte em nível competitivo não tenha sido minha livre escolha. Os contrastes familiares resultantes foram às vezes muito duros.
No final dos anos 60, aos 16 anos, com verdadeira paixão, de corpo e alma, dediquei-me à militância política que me empolgou e me envolveu veementemente desde a primeira adolescência.
Formamos então um grupo unido por fortes laços de sólida fraternidade e vivemos uma longa e épica história que foi absolutamente e somente nossa. É essencial sublinhar que as pessoas, as nossas famílias, os meios de comunicação nunca realmente a conheceram em seus detalhes.
Uma série de fatores, incluindo a própria carreira esportiva, me impediu de viver a experiéncia política em tempo integral, seguindo meu caminho até o fim, como eu realmente queria. Foi um sonho que não se realizou.
Desse valente e inesquecível grupo lembro-me dos meus amigos mais leais. Com os outros eu perdi contato, muitos não vivem mais. Eu ainda guardo a lembrança de todos eles no meu coração!
Sou italiano de uma Itália que não existe mais. Seguimos querendo-a linda, grande e respeitada. Nos une a paciência e a determinação em "cavalgar a tigre" dos dias atuais. A certeza de um novo Ressurgimento.
Milão maravilhosamente impossível, elegante (alguns ainda o são), pragmática.
Rio de Janeiro, pérola dourada , verão eterno de um maravilhoso, imenso, incomparável Brasil. Entre estas duas cidades eu dividi meu coração e minha vida.
Admiro a Alemanha e sua cultura.
Sobre o materialismo histórico / dialético e os dois indivíduos que formularam sua teoria pesa, mesmo que indiretamente, a responsabilidade dos muitos males que afligiram (e continuam afligindo) nosso mundo. Foram alemães por engano.
Ao idioma alemão, digno herdeiro do mundo latino, dediquei muito do meu tempo, estimulado tambem pela paixão por Wagner e sua música. Sublime! Das línguas que falo é a minha favorita.
Vivi intensamente os anos 60 e 70 em Milão. Foram formidáveis, arrebatadores, memoráveis, épicos. Em absoluto os melhores da minha vida!
Infelizmente, foi nosso erro fatal não compreender naquele tempo quão limitada era a soberania da Itália em seu contexto nacional, europeu e mundial. As tramas traiçoeiras das várias Inteligências (as nossas foram sempre humildes servas, assim como os nossos incompetentes políticos, da "Agency" do outro lado do Atlantico) derrubaram inexoravelmente o projeto de uma nova ordem, de uma "Weltanschauung" não aprovada por nossos "patrões". A conta que pagamos foi salgada, por vezes trágica!
Guardo sempre nas minhas lembranças e no meu coração os amigos verdadeiros e fiéis daquela época, alguns deles são amigos até hoje. Com eles compartilhei projetos e esperanças, a nossa praça, as reuniões, as demonstrações, nossas lutas, nossa militância. Juntos escrevemos paginas inesquecíveis da nossa juventude.
Moro no Rio desde 1980. Grande, maravilhosa cidade de pessoas extraordinárias, parques, florestas, praias míticas, verões que nunca acabam.
Amo a Itália. Como muitos do nosso grupo no entanto, eu também a deixei . Eu volto sempre, mas do jeito que ela é hoje realmente não sinto falta.
E finalmente chegará o dia em que o mundo recuperará os valores há muito tempo perdidos, redimindo-se da realidade deprimente de seu populismo "tribal"!
"Ducunt volentem fata, nolentem trahunt" (Sêneca) O destino leva aqueles que o apoiam, arrasta aqueles que lhe-se opõem.
Meu objetivo de um dia que virá? Um planeta a milhões de anos-luz de distância da Terra para recomeçar de onde eu parei.
RIO DE JANEIRO
Minha alma canta
Vejo o Rio de Janeiro
Estou morrendo de saudades
Rio, seu mar
Praia sem fim
Rio, você foi feito prá mim...
Vejo o Rio de Janeiro
Estou morrendo de saudades
Rio, seu mar
Praia sem fim
Rio, você foi feito prá mim...
(Antonio Carlos Jobim)
AUSTRIA
VIENNA
INNSBRUCK
GIAPPONE
TOKYO